Il content marketing 2016 come nuova frontiera.

Content marketing 2016: le pubblicità  si sta evolvendo verso una direzione differente dalla precedente alla quale siamo stati abituati nei precedenti anni grazie a sistemi quali gli “ad-blocking”, i quali consentono di bloccare qualsiasi banner pubblicitario che possa interrompere lo scrolling del sito che si sta visualizzando.

Si è iniziato quindi a produrre forme di pubblicità non invasive e sopratutto quasi anonime, che solo in un secondo eventuale momento esplicitano il nome del brand promotore; basti pensare ai contenuti che possiamo incontrare su Facebook o sui social, come articoli, foto o video che hanno, in appetenza, il solo scopo di intrattenere.

Queste nuove strategie comunicative in Italia non siano ancora sfruttati dalla maggioranza, secondo studi basati sulla tendenza di acquisto in relazione ai mezzi di comunicazione effettuati dall’istituto Nielsen. Nonostante ciò, sia Yahoo che il Content Marketing 2016 Institute sostengono che nell’arco di quattro anni la pubblicità ci sarà una crescita di più del doppio rispetto alla data odierna nell’internet advertising.

Nell’ultimo anno varie aziende hanno iniziato a ricercare figure specifiche per questa tipologia di comunicazione, esempi rilevanti sono Red Bull con i suoi 135 impiegati addetti all’area content marketing 2016 e media strategy e la scuola torinese Holden con il suo corso “Brand New” che punta a formare storyteller per le aziende.

Da queste informazioni è quindi facilmente intuibile l’importanza delle agenzie di comunicazione che stanno adeguandosi velocemente alle nuove frontiere della pubblicità, indagando approfonditamente sul prodotto o servizio dell’azienda cliente, grazie a figure professionali specializzate, e riuscendo così a fornire contenuti di sicuro interesse per l’utente finale.

Il binomio fondamentale nel content marketing 2016 è l’associazione dei classici contenuti come il sito, blog e presenza sui social, a nuove strategie comunicative come  l’introduzione di video virali in sostituzione al classico articolo web oltre che a network esterni che permettono di mettere in evidenza i propri prodotti e/o servizi.

Un’altro punto fondamentale è la calanderizzazione dei contenuti in modo tale da attrarre il maggior numero di clienti nel periodo di massima richiesta, che rimarranno poi quasi sicuramente fedeli al marchio.

E’ importante ricordare che il content marketing 2016 non è una strategia di marketing che permette di verificare la redditività del capitale investito, bensì i risultati sono verificabili notando l’aumento delle visualizzazioni, delle interazioni e l’interesse generale del pubblico a cui si rivolge.

In ultima nota, è interessante notare come i paesi  con il tasso di innovazione più elevato utilizzino il web nel loro business in maniera imprescindibile dimostrando così che il content marketing 2016 è una parte fondamentale della strategia aziendale che deve essere seguita per emergere in un mercato concorrenziale come il nostro.

fonti: http://www.ilponte.com/